Pubblicato in: Attualità, Libri per ragazzi, recensioni

Tre Metri Sopra il Cielo

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TRAMA

Una grande storia d’amore. Un microcosmo di giovani vite arrabbiate che cerca di staccarsi da terra, di camminare “tre metri sopra il cielo”.

Le ragazze vestono Onyx, o qualunque sia l’ultima griffe in fatto di body, parlano di Avant, di Marsan e delle mode dell’ultimo minuto. I ragazzi invece girano in moto. Le ragazze si preparano a incontrare il ragazzo della loro vita. I ragazzi si sfidano in prove di resistenza fisica, di velocità, di rischio. Fino all’ultimo respiro.

Sullo sfondo di una frenetica vita di clan, di banda (il mitico gruppo dei Budokani: Schello, Pollo, Lucone), Step e Babi si incontrano.

Babi è un’ottima studentessa, Step è un violento, un picchiatore, uno che passa i pomeriggi davanti al bar con gli amici o in palestra e la sera sulla moto o nella bisca dove si gioca a biliardo. Appartengono a due mondi diversi, ma finiscono per innamorarsi. Non è un rapporto semplice perché nessuno dei due cede facilmente. Eppure si trasformano. Babi è irriconoscibile agli occhi dei genitori. Step rivela aspetti che ben poco collimano con la sua immagine, faticosamente costruita, di super duro. E, in effetti, muscoli, palestra e violenza nascondono un trauma, un nodo irrisolto.

Tre metri sopra il cielo è un romanzo di vite quotidiane, una commedia romantica, un ritratto movimentato di adolescenti allo sbando.

Pubblicato da un piccolo editore romano, è circolato per anni in fotocopie, diventando un cult fra i giovani della capitale.

 

L’AUTORE

Federico Moccia è figlio dello sceneggiatore e regista italiano Giuseppe Moccia, e la sua infanzia è stata legata al mondo del cinema attraverso suo padre, che ha scritto in diverse commedie italiane degli anni ’70 e ’80.

Ha iniziato nel mondo del lavoro con suo padre all’età di 19 anni come assistente alla regia Attila flagello di Dio (1982). Cinque anni dopo ha diretto il suo primo film, Palla al centro, con scarso successo.

Nel 1992 ha scritto Tre Metri Sopra il Cielo (Il suo primo romanzo, che è stato respinto da diversi editori. Sempre senza successo, nel 1996 scrisse e diresse il film Classe mista 3A e tornò nel mondo della televisione.

Nel 2004, dodici anni dopo la sua prima edizione, Tre Metri Sopra il Cielo è stato ristampato, è stato un bestseller e la storia è stata persino adattata al cinema. Il libro, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, è stato tradotto in diverse lingue e pubblicato in Europa, Brasile e Giappone.

Nel 2006 ha pubblicato Ho Voglia di Te, sequel del romanzo precedente, che ha avuto un tale successo che è stato deciso, di nuovo, di adattarlo al film.

Qualcosa di simile è successo con Scusa ma ti chiamo amore nel 2007), il cui seguito è del 2009, Scusa ma ti voglio sposare, la cui premiere è stata nel 2010.

 

Nel 2004 ero anche io un’adolescente, e da tale non potei non correre a comprare questo libro. Lo lessi tutto d’un fiato e ricordo che a scuola le mie compagne di classe mi chiedevano che libro fosse, non lo conoscevano e volevano che glielo prestassi.

Il mio libro ha iniziato a circolare in tutta la classe, le mie compagne se lo passarono l’una con l’altra e la maggior parte di loro corse anche a comprarlo. Era diventato un libro cult della mia generazione e tale fu il film che ci fece sognare tutte.

Tutte eravamo innamorate di Step, tutte eravamo innamorate di Riccardo Scamarcio e tutti nostri fidanzati rosicavano perché ai nostri occhi, per quanto potevamo essere innamorate di loro, ma non potevano mai eguagliare quello che Step era diventato per noi. Tutte avremmo voluto un ragazzo così, tutte avremmo voluto essere Babi.

Che dire, questo libro è ancora custodito gelosamente nella libreria della mia cameretta a casa dei miei genitori e ogni volta che mi trovo ad averlo tra la mani mi sembra di essere ancora seduta al mio banco di scuola, leggendolo di nascosto. Ho amato questo libro con tutta me stessa quando avevo 15-16 anni e anche se il tempo passa non riesco ad amarlo meno anche se io sono cresciuta e Step e Babi sono solo un lontano ricordo.

VOTO

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“Il sole sta salendo, è una bella mattinata. Babi sta andando a scuola, Step non è ancora andato a dormire dalla notte prima. Un giorno come un altro. Ma al semaforo si trovano uno accanto all’altra. E allora quello non sarà un giorno come tutti gli altri.”

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