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Fermate il Capitano Ultimo!

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TRAMA

E’ la biografia in prima persona singolare di Ultimo, il Colonnello Sergio De Caprio, l’uomo che ha arrestato Totò Riina. E’ il racconto collettivo dei suoi uomini (Vichingo, Arciere, Omar, Pirata, Alchimista), i suoi cento investigatori invisibili che hanno indagato su mafia, ‘ndrangheta, camorra, corruzione a Milano, Palermo, Napoli, ma anche nei palazzi del potere, da Finmeccanica allo Ior passando per la Lega.

E’ l’avventura di un carabiniere condannato a morte da Provenzano e Bagarella, che ancora oggi vive clandestino. E che negli anni ha subito i sospetti e i teoremi confluiti nel processo Trattativa Stato-Mafia. Un processo che Ultimo considera un clamoroso fraintendimento della verità, che finisce per attribuire, agli occhi della pubblica opinione, la responsabilità delle stragi allo Stato anziché ai ”macellai” di mafia.

E’ un giallo politico. Il racconto di un assedio e di una rappresaglia del potere che ha usato le inchieste Cpl Concordia e Consip per concentrare contro di lui il fuoco della disinformazione. Protagonisti: politici di destra e di sinistra, Matteo Renzi, uomini del Csm, i vertici della Difesa e dei Carabinieri.

Una trappola che è riuscita a imprigionarlo in un incarico senza ruolo e senza scopo, senza uomini e senza scorta, nell’ultimo ufficio in fondo  un corridoio della Forestale. Da dove è pronto a ricominciare.

 

C’è un sacco di gente che fa il carabiniere per avere un po’ di potere. Io l’ho fatto per la ragione opposta: restituirlo alla gente, seguendo un solo principio, quello che la legge è uguale per tutti.

 

CAPITANO ULTIMO

Sergio De Caprio, detto anche Capitano Ultimo è un militare italiano. È stato a capo dell’unità Crimor dei Carabinieri ed è noto soprattutto per aver arrestato Totò Riina nel 1993.

Ha fondato la casa famiglia “Volontari Capitano Ultimo” di Roma, dove porta avanti progetti di solidarietà nei confronti dei meno fortunati.

Classe ’61, De Caprio è passato dal Ros, al Noe, ai Servizi per approdare, come ultimo incarico, al Comando per la tutela della biodiversità e dei parchi dei Carabinieri forestali. Una ventina di giorni fa la neopresidente della Regione Calabria Jole Santelli lo ha nominato assessore all’Ambiente. “L’obiettivo è combattere la ‘ndrangheta e il voto di scambio: se qualcuno non vorrà fare questa battaglia, me ne andrò”, aveva detto a Famiglia Cristiana, parlando di cosa lo aspetta in Calabria. E sul pericolo di una sua strumentalizzazione ha aggiunto: “Il rischio c’è, ma le persone vanno giudicate per quello che fanno. Si tratta di scegliere se scendere nell’arena a combattere o stare alla finestra a guardare. Ho accettato questo incarico per il bene comune e per i principi di uguaglianza e fratellanza. Poi tutto può accadere. Si può sempre strumentalizzare qualsiasi cosa, ma se gli altri hanno intenzioni diverse, non dipende da me”. (da Il Fatto Quiotidiano).

Il 6 Marzo 2020, su Twitter ha annunciato di lasciare l’Arma dei Carabinieri

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L’AUTORE

Pino Corrias, giornalista, scrittore e sceneggiatore, oggi è dirigente Rai, si occupa di fiction, ha prodotto La meglio gioventù, regia di Marco Tullio Giordana e De Gasperi, regia di Liliana Cavani. Ha lavorato come sceneggiatore (UltimoDistretto di polizia).

Per Raidue ha condotto con Renato Pezzini l’inchiesta in 4 puntate Mani pulite. Collabora al quotidiano La Repubblica e al settimanale Vanity Fair. E’ stato inviato speciale del La Stampa e ha collaborato con i principali quotidiani e settimanali italiani. Vive e lavora a Roma.

 

La paura fa parte della lotta, è amica e qualche volta mi ha salvato la vita. Ho paura il giusto. So guardarmi le spalle e mi fido dei miei uomini. Essere vulnerabili fa parte del giovo, ma una squadra riduce i rischi e fa crescere l’esperienza. L’esperienza ti insegna un sacco di cose, compresa la paura.

 

Più che un libro, questo è un pezzo di storia che chiunque abbiamo mai avuto interesse nella legalità dovrebbe leggere. Capitano Ultimo é di fatto l’uomo che è riuscito a far tremare la mafia, arrestando i Capo dei Capi, Totò Riina. Non a caso la mafia lo vorrebbe morto.

Un umile carabiniere, servo dello stato che vuole restare invisibile, al servizio del popolo e della gente umile, che però viene buttato in prima pagina per diverse vicende a lui attribuite solo per fargli un danno, un torto.

Molti di noi erano troppo piccoli forse per ricordare il giorno del 1993 quando Totò Riina fu arrestato, come magari non ricordano le stragi di Capaci e via D’Amelio. Quando dico ricordano, intendo visivamente, in Tv o nei giornali in quanto troppo piccoli all’epoca per leggere, per capire, o non erano ancora nati. Ciò non vuol dire che però che non tutti sanno di cosa stiamo parlando. Un tragico pezzo della storia italiano, del crimine organizzato, della mafia e di chi, lottando, ha cercato di sradicarla nel profondo.

Quelli come me che erano troppo piccoli nel 1993, sicuramente hanno conosciuto il Capitano Ultimo tramite la serie televisiva in cui il Colonnello De Caprio veniva interpretato da Raoul Bova (facendoci sognare tutte).

Da calabrese, da cittadina italiana che contro la mafia e le associazioni mafiose, Capitano Ultimo è per me un’eroe vero, al pari di Falcone, Borsellino, il Generale Dalla Chiesa. Tutte quelle persone in cui lui credeva e che avevano i suoi stessi ideali.

Ho voluto leggere questo libro perché ci sono molte cose che di lui non sapevo, e cose per cui adesso mi sento incazzata perché lo Stato italiano, che dovrebbe garantire protezione a tutti i suoi cittadini, é governato da persone, da bestie che non sanno neanche cosa vuol dire avere a cuore il benessere del proprio popolo. Ok, fin qui niente di nuovo.

Sono incazzata perché il Colonnello De Caprio è stato trattato a pesci in faccia da chi invece avrebbe dovuto portarlo sul palmo di una mano (ok, lui non ama le queste cose ma in maniera simbolica).

Io consiglio la lettura di questo libro a chiunque voglia rendersi conto un pochino, nemmeno poi tanto, di come vanno le cose in Italia, come sono realmente e come poi invece ci lasciano intendere a noi cittadini. Naturalmente ognuno ha il suo parere e si farà la propria idea. Per quanto mi riguarda, IO STO CON CAPITANO ULTIMO.

 

VOTO

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Mi chiamo Ultimo perché sono cresciuto in un mondo dove tutti volevano essere i primi.