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How the Grinch stole Christmas

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L’AUTORE

Theodor Seuss Geisel – meglio conosciuto da milioni di suoi fan come Dr. Seuss – è nato figlio di un sovrintendente di parco a Springfield, nel Massachusetts, nel 1904.

Dopo aver studiato al Dartmouth College, nel New Hampshire, e successivamente all’Università di Oxford, in Inghilterra, divenne umorista e vignettista di riviste e pubblicitario.

Presto trasformò i suoi numerosi talenti nella stesura di libri per bambini e il suo primo libro E pensare che l’ho visto su Mulberry Street fu pubblicato nel 1937.

La sua più grande pretesa di fama fu il solo e unico The Cat in the Hat, pubblicato in 1957, il primo di una gamma di libri di apprendimento precoce di grande successo.

 

”Tutti gli Who di Who-ville hanno apprezzato molto il Natale. . . ma il Grinch, che viveva appena a nord di Who-ville, NON lo fece!”

Questa commovente storia sugli effetti dello spirito natalizio crescerà anche il più freddo e il più piccolo dei cuori. Come vischio, bastoncini di zucchero e canti di Natale, il Grinch è un pilastro delle vacanze e la sua storia è il regalo perfetto per lettori grandi e piccini.

 

Un classico senza tempo per grandi e piccini.

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La Divina Commedia

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L’AUTORE

Dante Alighieri was an Italian poet, prose writer, literary theorist, moral philosopher, and political thinker. He is best known for the monumental epic poem La divina commedia.

Dante is considered the greatest Italian poet.

 

TRAMA

La Divina Commedia, (nome originale La commedia), è lungo poema narrativo scritto in italiano tra il 1308 e il 2121 da Dante. Di solito è considerata una delle grandi opere letterarie del mondo.

Divisa in tre sezioni principali – Inferno, Purgatorio e Paradiso – la narrazione ripercorre il viaggio di Dante dall’oscurità e dall’errore alla rivelazione della luce divina, culminando nella Visione Beata di Dio.

Dante è guidato dal poeta romano Virgilio, che rappresenta l’epitome della conoscenza umana, dal bosco oscuro attraverso i cerchi discendenti della fossa dell’Inferno (Inferno).

Passando Lucifero in fondo alla fossa, nel punto morto del mondo, Dante e Virgilio emergono sulla spiaggia della montagna dell’isola del Purgatorio. Al vertice del Purgatorio, dove i peccatori pentiti vengono epurati dai loro peccati, Virgilio parte, avendo condotto Dante, per quanto è possibile la conoscenza umana, alla soglia del Paradiso.

Lì Dante viene accolto da Beatrice, che incarna la conoscenza dei misteri divini concessi dalla Grazia, che lo conduce attraverso i livelli ascendenti successivi del cielo fino agli Empirei, dove gli è permesso di intravedere, per un momento, la gloria di Dio.

 

 

Il più grande poema della letteratura italiana. Semplicemente stupendo.

VOTO

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Pubblicato in: recensioni, Romantici

La verità è che non ti odio abbastanza

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L’AUTRICE

Felicia Kingsley è nata nel 1987, vive in provincia di Modena e lavora come architetto. Matrimonio di convenienza, il suo primo romanzo inizialmente auto-pubblicato, ha riscosso grande successo in libreria con Newton Compton ed è diventato il secondo ebook più letto del 2017.

Stronze si nasce, Una Cenerentola a Manhattan e Due cuori in affitto sono stati nella classifica dei bestseller per settimane.

TRAMA

Lexi è una principessa, non delle favole, ma dell’Upper East Side. La sua vita perfetta da facoltosa ereditiera di un impero finanziario scorre tra feste esclusive e shopping sfrenato nel quartiere più lussuoso di New York.

A ventisette anni ha già la certezza di un futuro luminoso, di aver vinto la partita, almeno finché un affascinante sconosciuto non le cambia le carte. Il principe azzurro? No, è Eric Chambers, detective di punta dell’FBI, che sta indagando su una truffa miliardaria in cui è coinvolta la famiglia Sloan, venuto a spodestarla dal suo trono.

Tanto attraente quanto ruvido e poco disponibile, Eric la reputa viziata e superficiale, e la tratta con distacco e indifferenza. Tra i due è subito guerra. Con tutti i suoi beni confiscati, Lexi si ritrova in mezzo a una strada da un giorno all’altro, ma lei non ha nessuna intenzione di rimanerci. Anzi!

Se Eric le ha tolto tutto, dovrà essere lui ad aiutarla e Lexi non accetterà un no come risposta, almeno finché non sarà riuscita a riabilitare il nome della sua famiglia, anche perché lei sarebbe una preziosa risorsa per le indagini.

Riusciranno l’ereditiera che cuoce i toast usando il ferro da stiro e l’integerrimo detective di Brooklyn a collaborare senza scannarsi? O senza… innamorarsi?

 

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Spumeggiante, ironico, divertente: Felicia Kingsley non sbaglia un colpo.

VOTO

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Pubblicato in: Classici, recensioni

Novecento

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L’AUTORE

Alessandro Baricco è uno scrittore, regista e interprete italiano. I suoi romanzi sono stati tradotti in un gran numero di lingue. Vive a Roma con sua moglie e due figli.

TRAMA

Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi.

Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa.

Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.

 

Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla.

 

Il libro è uscito per la prima volta nel 1994. Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film La leggenda del pianista sull’oceano.

 

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Libro semplice eppure molto profondo, ispirazione di uno dei film più belli della cinematografia italiana.

 

VOTO

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Romeo & Giulietta

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L’AUTORE

William Shakespeare era un noto poeta inglese, drammaturgo e attore nato nel 1564 a Stratford-upon-Avon. Il suo compleanno viene celebrato più comunemente il 23 aprile, che si ritiene sia anche la data della sua morte nel 1616.

Shakespeare fu uno scrittore prolifico durante il periodo elisabettiano e giacobino del teatro britannico (a volte chiamato il Rinascimento inglese o il primo periodo moderno). Le opere teatrali di Shakespeare sono forse la sua eredità più duratura, ma non sono tutto ciò che ha scritto. Anche le poesie di Shakespeare rimangono popolari fino ad oggi.

 

Si ride delle cicatrici altrui chi non ebbe a soffrir giammai ferita.

 

TRAMA

Un amore impossibile, due nobili famiglie in guerra, una città insanguinata da un antico odio: il dramma più struggente, più romantico e più famoso di tutta la letteratura.

Una notte il giovane Romeo Montecchi si introduce mascherato a un ballo nel palazzo dei Capuleti e lì vede per la prima volta Giulietta, la bellissima figlia del suo nemico.

I due si innamorano perdutamente e mentre la faida tra le ricche famiglie veronesi si fa sempre più cruenta, Romeo e Giulietta si troveranno a lottare con ogni mezzo per il loro amore.

 

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In Romeo & Giulietta la morte è presente in vario modo fin dall’inizio. Ma è con il duello tra Mercuzio e Tebaldo che essa entra realmente in scena e avvia quella sua presa di possesso della città cui la tragedia conduce.

Non solo, ma che la prima vittima sia Mercuzio, simbolo di giovinezza e di libertà, della gioia di vivere e della stessa gioia di fare teatro, è anche indicativo di chi sia l’oggetto di questo assalto della morte: non i vecchi ma i giovani, non il declinare della vita ma il suo sbocciare, non la stanchezza e l’aridità del cuore ma la sua freschezza e il suo desiderio d’amore.

Tebaldo uccide Mercuzio, Romeo uccide Tebaldo, finché come sappiamo la morte aggredisce Romeo e Giulietta, e la bella Verona celebrata all’inizio si trasforma in una tomba. Nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida ed egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani.

Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, con il loro amore raggelato per l’eternità nelle statue d’oro che i carnefici eleveranno a ricordo.

L’intramontabile tragedia di Shakespeare continua a far sognare e a commuovere. L’opera più famosa, letta e interpretata di William Shakespeare in assoluto.

 

VOTO

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Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato, ama il tuo peccato e sarai innocente.

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Il Visconte Dimezzato

 

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L’AUTORE

Italo Calvino è stato uno scrittore e partigiano italiano.

Intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento.

I numerosi campi d’interesse toccati dal suo percorso letterario sono meditati e raccontati attraverso capolavori quali la trilogia de I nostri antenatiMarcovaldoLe cosmicomicheSe una notte d’inverno un viaggiatore, uniti dal filo conduttore della riflessione sulla storia e la società contemporanea.

 

TRAMA

La bizzarra storia del visconte Medardo di Terralba che, colpito al petto da una cannonata turca, torna a casa diviso in due metà: una cattiva, malvagia, prepotente, ma dotata di inaspettate doti di umorismo e realismo; l’altra gentile, altruista, buona, o meglio buonista.

 

Cavalcava la pianura tra gli stormi di cicogne
Munito d’un cavallo e uno scudiero
In Boemia era diretto e li la guerra contro i turchi
Gia cosparso avea la terra di carogne
Al mattino successivo cominciava la battaglia
Pensava al nuovo grado di tenente
Scintillavano i suoi occhi tra paura ed entusiasmo
Era giovane Medardo di Terralba
E dall’alto della sella scorse due artiglieri turchi
Puntare contro il fuoco d’un cannone
L’inesperto cavaliere che copriva l’obiettivo
Fece un salto in aria con un colpo in petto
Alla sera lo raccolsero sul carro dei feriti
Mutilato interamente alla sinistra
Ed il giorno successivo dopo sconce operazioni
Con stupore dei dottori respirava
Al ritorno in terra propria nel mantello nero avvolto
Portò con se malvagia e cattiveria
Fece un torto uccidendo un volatile del padre
Che seguì nel sonno il povero animale
Gli abitanti del castello se ne accorsero in quel tempo
Che l’uomo aveva perso ogni bontà
Incendiava gente e case di ugonotti ed appestati
Coronando una miriade di condanne
Solamente una gran donna la sua balia Sebastiana
Rimproverava tutti i suoi misfatti
Ma l’insana crudeltà giunse presto e la sua sorte
Fu l’esilio nel paese dei lebbrosi
L’abitudine a quel male di brutalità e follie
Facea vegliar la notte sentinelle
Mai nessuno compativa la sua giovinezza offesa
Che temevano anche i cari più vicini
Ma un fanciullo che dormiva sopra il bordo d’un torrente
Sentì la mezza ombra sulla testa
Mentre un ragno scivolava sopra il collo del ragazzo
Quella sola mano ne procurò il morso
Sotto il suo mantello nero con il suo mezzo sorriso
Salutò affettuosamente suo nipote
Che si accorse sbalordito di quel nuovo atteggiamento
E che la mano gonfia era la sinistra
Dopo un po’ fu noto a tutti l’altro mezzo è ritornato
A portare aiuto a chi era disperato
A soccorrere i più poveri regalando carità
A fermare le violenze ed i peccati
Ma la virtù del buon mancino era troppo disumana
Predicava ai vecchi di non lavorare
Disturbava le abitudini e le vite della gente
Che non sopportava neanche il mezzo buono
Questa storia prende svolta come tante volte accade
Per mano di una giovane fanciulla
Che riuscì a farsi contendere da due metà divise
Da quell’uomo che portava cuori opposti
Era scalza grassottella e vestiva sempre rosa
Rifiutava le due anime contrarie
L’uomo buono era pietoso quanto l’altro era crudele
Non voleva rovinarsi l’esistenza
La ragazza era scocciata e con un gesto d’imprudenza
Decise di sposarli tutti e due
Ma di farlo all’insaputa dei due mezzi cavalieri
Che incrociarono i due occhi sull’altare
Si lanciarono una sfida in un duello regolare
Con entrambe mani armate d’una spada
Così l’uomo combatteva contro la sua stessa parte
E poi cadde a terra in un bagno di sangue
Ora il corpo dei feriti sotto ardue cuciture
Sottoposte dal dottore del castello
Dopo giorni di pazienza tra gli sguardi sempre incerti
Sotto gli occhi dell’amata prese vita
La sua vita fu felice molti figli e un buon governo
E per quello che gli accadde fu il più saggio
Più non c’era cattiveria più non c’era troppa pena
Ma di tutt’e due portava l’esperienza

 Villazuk

 

Il visconte dimezzato è quindi un romanzo allegorico, ricco di metafore, di simboli e di spunti di riflessione. Una storia reale nella più totale assurdità raccontata con ironia e con l’intento di divertire.

Calvino ci regala riflessioni e considerazioni profonde sulla bontà, sulla cattiveria, sul fatto che in ogni uomo convivono più sfaccettature e che tutto questo arricchisce e rende unico ogni essere umano, oltre a farci meditare su come il tutto stroppia perché anche le virtù più eccellenti portate all’estremo rischiano di non esser più così encomiabili.

 

VOTO

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”Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti” disse Calvino in un’intervista “tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra.”

 

Pubblicato in: Classici, Libri per ragazzi

Storia di una Gabbianella e del Gatto che le Insegnò a Volare

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Per chi non lo ha ancora letto, lo può trovare su Amazon in diversi formati

L’AUTORE

Luis Sepùlveda è stato uno scrittore cileno.

Militante di Unità popolare, fu costretto a lasciare il paese in seguito al colpo di stato che mise fine al governo di Allende. Il suo impegno di militante ecologista lo spinse a partecipare a diverse missioni dell’organizzazione ambientalista Greenpeace.

Esordì nella narrativa con la raccolta di racconti Cronache di Pietro Nessuno (1969), cui sono seguiti Le paure, le vite, le morti e altre allucinazioni (1986) e Taccuino di viaggi (1987). Si impose definitivamente con il romanzo Il vecchio che leggeva romanzi d’amore (1989).

Tra gli ultimi romanzi ricordiamo: Ritratto di gruppo con assenza (2010), Ultime notizie dal sud (2011), Tutti i racconti (2012), Storia di un gatto e del topo che diventò suo amico (2012), Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza (2013) e L’avventurosa storia dell’uzbeko muto (2015), Storia di un cane e del bambino a cui insegnò la fedeltà (2015), La fine della storia (2016), Storie ribelli (2017).

A fine febbraio 2020 viene ricoverato a Oviedo per aver contratto il coronavirus, a seguito di una lunga degenza muore il 16 aprile 2020.

 

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TRAMA

I gabbiani sorvolano la foce dell’Elba, nel mare del Nord. ”Banco di aringhe a sinistra!!” stride il gabbiano di vedetta e Kengah si tuffa. Ma quando riemerge, il mare è una distesa di petrolio.

A stento spicca il volo, raggiunge la terra ferma, ma poi stremata precipita su un balcone di Amburgo.

C’è un micio nero di nome Zorba su quel balcone, un grosso gatto cui la gabbiana morente affida l’uovo che sta per deporre, non prima di aver ottenuto dal gatto solenni promesse: che lo coverà amorevolmente, che non si mangerà il piccolo e che, soprattutto, gli insegnerà a volare.

E se per mantenere le prime due promesse sarà sufficiente l’amore materno di Zorba, per la terza ci vorrà una grande idea e l’aiuto di tutti..

 

 

Un libro fantastico, una favola non solo per bambini, ma per tutti. Una storia emozionante, consigliato a chi ama le belle storie a lieto fine. Una favola che parla di lealtà, amicizia, generosità, coraggio, solidarietà e che arriva dritta al cuore.

È uno dei libri a cui sono maggiormente affezionata ed è senz’altro tra quelli che mi hanno dato di più.

VOTO

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Pubblicato in: Attualità, recensioni, Romantici

… che Dio Perdona a Tutti

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L’AUTORE

PIF, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini del 1999 e con Marco Tullio Giordana ne I cento passi nel 2000.

Nel 2000 diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con  Le Iene. Nel 2007 per MTV realizza Il Testimone, il suo primo programma individuale, tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno. Nel 2017 è su Rai3 con  Caro Marziano.

Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio La mafia uccide solo d’estate, per il quale vince due David di Donatello, tra cui quello come miglior regista esordiente, e un EFA (European Film Awards) come miglior commedia. Dal film è stata tratta l’omonima serie televisiva per Rai1.

Il suo secondo lungometraggio è In guerra per amore del 2016.

 

TRAMA

Arturo è un trentacinquenne che ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta.

Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più i buoni di Palermo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. Ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis.

Flora si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si avveda della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi.

Quando lei se ne accorge, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio… per tre settimane.

 

 

Comico, surreale, straordinario: il Pif che noi tutti conosciamo anche su carta. Avvincente e riflessivo allo stesso tempo, storia semplice ma per alcuni aspetti profonda, al limite del comico e del religioso estremo. Ironico e ben strutturato, a tratti un pò lento ma come sempre Pif non delude.

VOTO

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Pubblicato in: Classici, recensioni, Storici

La Chimera

 

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L’AUTORE

Sebastiano Vassalli fu uno scrittore italiano. Nato a Genova, sin dalla prima infanzia vive in provincia di Novara. Laureato in Lettere a Milano, ha discusso con Cesare Musatti una tesi su La psicanalisi e l’arte contemporanea.

Dagli anni sessanta si è dedicato all’insegnamento e alla ricerca artistica della Neoavanguardia, partecipando anche al Gruppo 63. Solo in seguito si è dedicato anche alla scrittura, incontrando successo soprattutto grazie al suo romanzo storico La chimera, ambientato a Novara negli anni a cavallo fra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo.

 

TRAMA

Nel 1610 Zardino è un piccolo borgo immerso tra le nebbie e le risaie a sud del Monte Rosa. Un villaggio come tanti, e come tanti destinato a essere cancellato senza lasciare tracce.

C’è però una storia clamorosa, soffocata sotto le ceneri del tempo, che Sebastiano Vassalli ha riportato alla luce: la storia di una donna intorno alla quale si intrecciano tutte le illusioni e le menzogne di un secolo terribile e sconosciuto.

Antonia, una trovatella cresciuta nella Pia Casa di Novara, un giorno viene scelta da due contadini e portata a Zardino, dove cerca di vivere con la fede e la semplicità che le hanno insegnato le monache. Ma la ragazza è strana, dice la gente. Perché è scura d’occhi, pelle e capelli, come una strega, e una volta è svenuta al cospetto del vescovo Bascapè, l’uomo che doveva diventare Papa e che si è messo in testa di trasformare in santo chiunque abiti quelle terre.

E poi perché Antonia è bella, troppo bella, ed è innamorata, ed è indipendente: in lei ci dev’essere per forza qualcosa di diabolico.

 

 

Vassalli illumina gli angoli più oscuri di un secolo senza Dio e senza Provvidenza, ricostruendo un episodio che è stato crocevia di molti destini e che, in un turbine di menzogne e fanatismi, ci dice molto di come si è formato il carattere degli italiani.

Il termine chimera ci dà l’accezione di qualcosa di cui si avverte la presenza senza che esista veramente. Un titolo davvero azzeccato per un romanzo che vuole far riflettere sull’evoluzione, alcune volte incontrollata ed inconscia, di irrazionali forme di pregiudizio.

L’accusa di stregoneria, le torture e la condanna a morte sono solo i mezzi per la vendetta di un gruppo di carnefici ignoranti e suggestionabili ai danni di una giovane donna che portava avanti le proprie idee.

Un classico della letteratura italiana, da scoprire e apprezzare.

 

VOTO

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