Pubblicato in: Attualità, Biografia, recensioni

Non fate i bravi

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L’AUTRICE

Nadia Toffa (Brescia, 10 giugno 1979 – Brescia, 13 agosto 2019) è stata una conduttrice televisiva e giornalista italiana, nota per il ruolo di inviata e conduttrice del programma televisivo di Italia 1 Le Iene.

Il 2 dicembre 2017, durante la preparazione di un servizio a Trieste, ebbe un malore e fu ricoverata in ospedale: ciò comportò un suo momentaneo allontanamento dalla vita lavorativa. L’11 febbraio 2018 ritornò alla conduzione de Le Iene, rivelando che l’assenza era dovuta ad un tumore. Dichiarò anche di aver seguito i protocolli di radioterapia e chemioterapia che le erano stati consigliati, affermando con vigore che non c’era nulla di cui vergognarsi, nemmeno nel dover portare una parrucca.

Il 13 ottobre 2018, ospite del programma televisivo Verissimo, annunciò di essere ancora affetta dal tumore, ricomparso nel marzo dello stesso anno. Aveva nel frattempo pubblicato il suo secondo libro, Fiorire d’inverno. La mia storia, indirizzato a tutti coloro che come lei stavano lottando contro la malattia.

A partire da maggio 2019 le sue condizioni di salute avevano iniziato ad aggravarsi, tanto che non fu in grado di partecipare all’ultima puntata domenicale de Le Iene in onda il 12 maggio e ad alcuni suoi amici bresciani aveva confessato di sentirsi sempre più debole. Assieme al suo progressivo indebolimento, anche i contatti sui social si resero sempre più sporadici, sebbene avesse sempre raccontato la malattia, condividendone l’evoluzione con il pubblico.

È morta la mattina del 13 agosto 2019, a 40 anni, presso la “Casa di Cura Domus Salutis” di Brescia, dove era ricoverata da inizio luglio in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute.A darne l’annuncio è stata la redazione de Le Iene tramite un post su Facebook.

La camera ardente è stata aperta il pomeriggio del giorno stesso nel teatro Santa Chiara di Brescia. I funerali, che si sono tenuti la mattina del 16 agosto nel Duomo di Brescia, sono stati celebrati da don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, noto per la sua opera di sensibilizzazione sul problema della terra dei fuochi: era stata la stessa Nadia a chiedergli, in precedenza, di celebrare le sue esequie.

 

TRAMA

Il nostro tempo ha bisogno di consumare sempre nuovi eroi. Nadia Toffa lo è diventata, suo malgrado.

Giornalista, protagonista di inchieste coraggiose per la trasmissione Le Iene, grazie alla bravura professionale, alla immediata simpatia e autenticità, si è imposta all’attenzione di milioni di persone, giovani e meno giovani.

La malattia che l’ha colpita, e che Nadia non ha mai nascosto, l’ha avvicinata alla sofferenza di tanti malati che hanno potuto rispecchiarsi in lei e sentirsi meno soli, e più capiti.

Questo libro rivela i suoi pensieri degli ultimi mesi, tra il gennaio e il giugno del 2019, quando, dopo i molti attacchi subiti sulla rete in seguito alla decisione di rendere pubblica la sua condizione, Nadia ha scelto di rimanere in silenzio, mettendo fine alle polemiche.

Il suo desiderio, espresso alla mamma Margherita, era che i testi da lei scritti fossero pubblicati, per non nascondere nulla e continuare a essere sé stessa fino alla fine.

 

Sarò forse impopolare ma questo libro non mi è piaciuto. Capisco che sia un insieme di pensieri e questi sono effettivamente belli e profondi ma a mio avviso tra questi non c’è coesione, legame. Peccato perché l’idea di lasciare un insieme di pensieri come eredità è molto bella.

VOTO

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Pubblicato in: Attualità, recensioni, Romantici

… che Dio Perdona a Tutti

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L’AUTORE

PIF, all’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini del 1999 e con Marco Tullio Giordana ne I cento passi nel 2000.

Nel 2000 diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con  Le Iene. Nel 2007 per MTV realizza Il Testimone, il suo primo programma individuale, tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno. Nel 2017 è su Rai3 con  Caro Marziano.

Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio La mafia uccide solo d’estate, per il quale vince due David di Donatello, tra cui quello come miglior regista esordiente, e un EFA (European Film Awards) come miglior commedia. Dal film è stata tratta l’omonima serie televisiva per Rai1.

Il suo secondo lungometraggio è In guerra per amore del 2016.

 

TRAMA

Arturo è un trentacinquenne che ha poche passioni che, con scarso successo, cerca di condividere con gli amici di calcetto. La più importante e irrinunciabile sono i dolci, in particolare quelli con la ricotta.

Almeno fino a quando entra in scena lei, Flora: la figlia del proprietario della pasticceria che fa gli sciù più i buoni di Palermo. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci. Ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis.

Flora si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si avveda della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi.

Quando lei se ne accorge, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio… per tre settimane.

 

 

Comico, surreale, straordinario: il Pif che noi tutti conosciamo anche su carta. Avvincente e riflessivo allo stesso tempo, storia semplice ma per alcuni aspetti profonda, al limite del comico e del religioso estremo. Ironico e ben strutturato, a tratti un pò lento ma come sempre Pif non delude.

VOTO

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Pubblicato in: Attualità, Musica, recensioni

Rock and Resilienza

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Prezzo euro 19.90

TRAMA

Paola Maugeri ci racconta come tutti questi personaggi idolatrati e ammirati in tutto il mondo, non siano semidei moderni ma persone normali che cercano nella musica la forza per ottenere risultati straordinari, spesso sfidando i propri limiti.

E se ci sono riusciti loro, possiamo farlo anche noi, attingendo alla nostra innata capacità di resistere alle prove che la vita ci sottopone, trasformando la fatica e il dolore in energia positiva: mettendo in pratica la dote resiliente che come dice Patti Smith” è dentro ognuno di noi, nessuno escluso.”

Perché se è vero che “La vita è l’arte dell’incontro” come amava ricordare il grande musicista brasiliano Vinicius De Moraes, allora a ben guardare, nulla succede per caso, tutti gli incontri nella nostra vita hanno un senso e uno scopo; il più delle volte lo comprendi anni dopo, o magari mai, ma il senso è quello e nessuno è ancora riuscito a convincermi del contrario”.

 

L’AUTRICE

Paola Maugeri è il punto di riferimento del giornalismo televisivo musicale e volto storico di MTV; soprannominata WikiPaola per la sua cultura musicale, ha condotto programmi su Videomusic, Italia 1, Rai 2 e La7.

Con oltre 1300 interviste in giro per il mondo, ha restituito i segreti non solo delle più grandi rockstar ma anche di registi, attori e autori. Conduce tutte le mattine su Virgin Radio Paolaisvirgin, programma molto amato dove invita il suo pubblico ad ascoltare la musica e a guardare il mondo con occhi, cuore e orecchie vergini.

 

Bel libro, interessante e per un certo verso intimo, visto che si tratta di aneddoti di vita vissuta. Scorrevole e azzeccata anche l’idea di accompagnare ogni capitolo con un brano diverso, come a voler fare suggerire il sottofondo musicale con cui leggerlo.

Molto autocelebrativo però e questo mi fa togliere qualche punto alla mia valutazione che però viene recuperato grazie a Chris Martin e ai Coldplay.

 

VOTO

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Ogni giorno onoro il voto intimo di fare conoscere a chi mi ascolta e a chi mi legge il valore intrinseco di questa meravigliosa forma d’arte. Desidero con il mio lavoro divulgarne e restituirne la poesia e la fora resiliente che vi è racchiusa.

Pubblicato in: recensioni, Romantici

I Segreti di Brokeback Mountain

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L’AUTRICE

Annie Proulx vive in un piccolo pease del Wyoming. She is an American novelist, short story writer, and journalist. She has written most frequently as Annie Proulx but has also used the names E. Annie Proulx and E.A. Proulx.

Her short story “Brokeback Mountain” was adapted as an Academy Award, BAFTA and Golden Globe Award-winning major motion picture released in 2005.

TRAMA

L’intreccio è una specie di ingranaggio esplosivo. I due personaggi centrali sono uomini semplici, rudi cowboy abituati alle lunghe solitudini delle transumanze e dei pascoli estivi. Nel desolato paesaggio, tra i due gradualmente si accende una passione erotica, una vera e propria pulsione amorosa.

Siamo però nel cuore dell’America tradizionale, dove i ruoli sessuali sono rigidi e le identità tagliate a colpi di accetta e di auto-censure. Questo sentimento proibito è quindi  destinato a scatenare conflitti, che sconvolgeranno tutto il loro mondo.

 

Questo libro è composto da meno di settanta pagine in tutto, eppure a leggerle (e si leggono tutte d’un fiato) si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un romanzo ad altissima concentrazione. Quando il libro uscì fu un vero caso letterario e ne fu tratto il film di Ang Lee che vinse il Leone d’Oro alla mostra di Venezia e sette candidature al Golden Globe nel 2006.

VOTO

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Quel che Jack ricordava e rimpiangeva con un’ intensità che non poteva soffocare né capire era la volta che, in quella lontana estate sulla Brokeback, Ennis gli era andato alle spalle, attirandolo a sé, il silenzioso abbraccio che placava una sete condivisa e asessuata. Erano rimasti così per un pezzo davanti al fuoco, le fiamme che lanciavano sprazzi rossastri di luce e l’ombra dei loro corpi che era un’unica colonna sulla roccia.

 

Pubblicato in: Attualità, recensioni

Dieci piccoli infami

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L’AUTRICE

Selvaggia Lucarelli (Civitavecchia, 30 Luglio 1974) è una giornalista, opinionista, scrittrice, blogger e conduttrice radiofonica italiana.

E’ giornalista per “Il Fatto Quotidiano” e protagonista di diversi programmi tv di successo, come Ballando con le stelle.

E’ senza dubbio la donna più popolare e influente del web italiano, per non dire anche controversa, spesso attaccata per il suo modo schietto, ironico e diretto di commentare e parlare attraverso i suoi post e articoli di politica, media, costume e società.

 

TRAMA

La migliore amica che tradì la sua fiducia dopo cinque anni, quelli delle elementari, di complicità ininterrotta e simbiosi pressoché totale. Un parrucchiere anarchico, poco incline all’ascolto delle clienti e molto a gestire taglio e colore in assoluta libertà. Il primo ragazzo a essersi rivolto a lei chiamandola gentilmente “signora”. Un ex fidanzato soprannominato Mister Amuchina per la sua ossessione paranoide verso l’igiene e l’ordine, prima che un incidente ponesse provvidenzialmente fine all’asettica relazione. La suora che avrebbe voluto fare di lei la prima “Santa Selvaggia” della storia.

Sono solo alcuni dei personaggi inseriti da Selvaggia Lucarelli nella sua personalissima blacklist, un girotondo di piccoli infami che, più o meno inconsapevolmente, l’hanno trasformata anche solo per pochi minuti in una persona peggiore

Dieci piccoli infami non è solo una rassegna di incontri sciagurati ma un’autentica resa dei conti: con i mostri più o meno terribili in cui inciampiamo nella vita e anche un po’ con la nostra capacità di riderne e di (non riuscire proprio a) perdonare.

VOTO

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Casi Umani

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L’autrice

Selvaggia Lucarelli (Civitavecchia, 30 Luglio 1974) è una giornalista, opinionista, scrittrice, blogger e conduttrice radiofonica italiana.

E’ giornalista per “Il Fatto Quotidiano” e protagonista di diversi programmi tv di successo, come Ballando con le stelle.

E’ senza dubbio la donna più popolare e influente del web italiano, per non dire anche controversa, spesso attaccata per il suo modo schietto, ironico e diretto di commentare e parlare attraverso i suoi post e articoli di politica, media, costume e società.

 

Trama del libro

Cosa succede quando finisce un amore? La delusione, la tristezza, il dolore, certo. Ma poi, dopo i primi giorni, anche l’inesorabile scivolare verso una serie di incontri surreali e di relazioni-lampo con personaggi a cui, a distanza di anni, non si concederebbe neppure il tempo di un caffè ma che, per irripetibili congiunzioni astrali, si sono trovati a rivestire il ruolo di traghettatori. Con effetti tragicomici.

Personaggi che “potrebbero sembrare frutto di fantasia, di un mojito di troppo o di una sfiga siderale e che invece, ahimè, sono comuni e realmente esistiti”.

Da Mister Foglio Excel, di una taccagneria mitologica, a Mister Ho una cosa per te, cleptomane compulsivo, fino al vincitore assoluto, Mister Il piacere è soggettivo, voyeurista seriale. Una galleria di uomini che, prima ancora di poter essere definiti ex, sono evidenti, cristallini Casi Umani.

E che Selvaggia Lucarelli racconta con spietata (auto)ironia, con il sollievo e la benevolenza della sopravvissuta.

Che dire.. ironico, pieno di umorismo e disperazione che solo una donna che ha avuto a che fare con dei Casi Umani può comprendere e, in fondo, tutte noi abbiamo avuto a che fare con almeno una di queste tipologie. Libro brillante e divertente. 

VOTO

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Pubblicato in: Attualità, Biografia, recensioni

Fiorire d’inverno

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Prezzo €18.00

Sicuramente un libro toccante, ma anche pieno di determinazione, di voglia di farcela mista a paura e risolutezza.

E’ strano perché quando un personaggio è pubblico, lo vedi sempre in televisione e magari e anche un personaggio che piace, leggere le sue parole attraverso un libro che racconta qualcosa di intimo e personale, fa uno strano effetto. E’ come se stessi leggendo qualcosa che è accaduto a un amico ma allo stesso tempo sembra distante dalla tua realtà perché non é qualcosa che ti tocca da vicino.

Questo libro, mi ha toccato profondamente e la sensazione che resta, nel momento che volti l’ultima pagina, è solo la consapevolezza che purtroppo chi lo ha scritto non c’è più. E purtroppo questo non può che farti rimanere male.

Bello, consigliato soprattutto a chi, a seguito di alcune dichiarazioni di Nadia sulla sua malattia, l’avevano giudicata male, forse con troppa leggerezza e non avevano capito il senso delle sue parole. Lo ammetto, io sono stata una di queste, ma mi sono dovuta ricredere leggendo i suoi pensieri.

L’AUTRICE

Nadia Toffa (Brescia, 10 giugno 1979 – Brescia, 13 agosto 2019) è stata una conduttrice televisiva e giornalista italiana, nota per il ruolo di inviata e conduttrice del programma televisivo di Italia 1 Le Iene.

Il 2 dicembre 2017, durante la preparazione di un servizio a Trieste, ebbe un malore e fu ricoverata in ospedale: ciò comportò un suo momentaneo allontanamento dalla vita lavorativa. L’11 febbraio 2018 ritornò alla conduzione de Le Iene, rivelando che l’assenza era dovuta ad un tumore. Dichiarò anche di aver seguito i protocolli di radioterapia e chemioterapia che le erano stati consigliati, affermando con vigore che non c’era nulla di cui vergognarsi, nemmeno nel dover portare una parrucca.

Il 13 ottobre 2018, ospite del programma televisivo Verissimo, annunciò di essere ancora affetta dal tumore, ricomparso nel marzo dello stesso anno. Aveva nel frattempo pubblicato il suo secondo libro, Fiorire d’inverno. La mia storia, indirizzato a tutti coloro che come lei stavano lottando contro la malattia.

A partire da maggio 2019 le sue condizioni di salute avevano iniziato ad aggravarsi, tanto che non fu in grado di partecipare all’ultima puntata domenicale de Le Iene in onda il 12 maggio e ad alcuni suoi amici bresciani aveva confessato di sentirsi sempre più debole. Assieme al suo progressivo indebolimento, anche i contatti sui social si resero sempre più sporadici, sebbene avesse sempre raccontato la malattia, condividendone l’evoluzione con il pubblico.

È morta la mattina del 13 agosto 2019, a 40 anni, presso la “Casa di Cura Domus Salutis” di Brescia, dove era ricoverata da inizio luglio in seguito all’aggravarsi delle sue condizioni di salute.A darne l’annuncio è stata la redazione de Le Iene tramite un post su Facebook.

La camera ardente è stata aperta il pomeriggio del giorno stesso nel teatro Santa Chiara di Brescia. I funerali, che si sono tenuti la mattina del 16 agosto nel Duomo di Brescia, sono stati celebrati da don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, noto per la sua opera di sensibilizzazione sul problema della terra dei fuochi: era stata la stessa Nadia a chiedergli, in precedenza, di celebrare le sue esequie.

TRAMA

Il 1° dicembre del 2017, mentre si trovava a Trieste per un servizio con Le Iene, Nadia Toffa avverte un malore che ne richiede il ricovero in ospedale; grande spavento, ore di angoscia vissute dai familiari e dagli amici della conduttrice bresciana, ma lei, poche ore dopo, rassicura tutti. Il peggio è passato.

Peccato che, in realtà, Nadia il peggio dovesse ancora passarlo: da quel momento per lei inizia un calvario doloroso, un percorso lunghissimo fatto di terapia, di chemio, di riposo forzato per curare il cancro che la colpisce, e che la costringe a rinunciare alla conduzione delle Iene.

Proprio lei, lavoratrice instancabile e infaticabile, obbligata ai box da un nemico che prova a piegarla ma che non la spezza; perché la tempra della Toffa è di quelle d’acciaio, a dispetto del fisico minuto, e in tutti questi mesi di cure e di lotta lei non ha mai perso il sorriso, aggiornando costantemente i followers su Instagram e dichiarandosi pronta a tornare in pista a settembre.

VOTO

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Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta.

Per ciascuno di noi l’esistenza è costellata di eventi che in prima battuta sono sembrati inaffrontabili, e invece poi hanno portato a una rinascita, a un nuovo equilibrio. Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva. Per questo ho una grande fiducia, mi alzo sempre col sorriso. Certo che preferisco il sole, ma quando ci sei in mezzo scopri che anche la neve ha la sua bellezza.

La malattia, l’avere bisogno di aiuto, mi hanno costretto a riprendere contatto con la mia parte più tenera e indifesa, quella più umana. Era come se mi fossi dimenticata che la fragilità non è una debolezza, ma è la condizione dell’essere umano ed è proprio lei che ci protegge, perché ci fa ascoltare quello che proviamo, quello che siamo, nel corpo e nel cuore.

Nadia